Presentazione del Signore: Tutti lo attendevano
Sono passati quaranta giorni dal Natale e – forse con un po’ di nostalgia – ricordiamo le emozioni suscitate in noi da quella festa e, ancor più, il lieto messaggio che ci ha portato il Bambino, astro venuto dal Cielo per rischiara-re le nostre notti, “Sole che sorge, per illuminare quelli che stanno nelle te-nebre e nell’ombra della morte”.
Come mai oggi la chiesa ci fa contemplare di nuovo quel Bambino?
La festa della Presentazione del Signore ha origini molto antiche. In Oriente era celebrata già nel IV secolo con il nome di Festa dell’incontro: rievocava l’incontro di Gesù nel tempio con il Padre suo e con Simeone e Anna – rap-presentanti del resto d’Israele rimasto fedele a Dio di Abramo.
Quando, nel VII secolo, fu introdotta a Roma, ricevette il titolo di Festa del-la purificazione di Maria e, siccome era caratterizzata da una processione notturna con le candele, fu detta anche Candelora.
Il rito della luce la collegava con il Natale – festa di Cristo luce.
A Betlemme la gloria del Signore ha avvolto di luce i pastori; nei lontani paesi d’Oriente la stella è brillata per i magi; nel tempio di Gerusalemme è apparsa la “Luce per illuminare le genti”.
Sono passati quaranta giorni dal Natale e può darsi che la Stella di Betlemme che “abbiamo visto nel suo sorgere” si sia un po’ offuscata, che non ci affa-scini più come allora o non sia più l’unica ad attirare la nostra attenzione. Forse ci siamo già lasciati ammaliare da altre stelle più appariscenti e con-crete, da altre star che rispecchiano meglio i nostri sogni e le nostre attese.
Ecco perché la chiesa ci fa incontrare di nuovo quel Bambino: ci invita ad accoglierlo fra le braccia, come hanno fatto Simeone ed Anna, i poveri d’Israele, le persone attente alla voce dello Spirito. Sono effimere le luci di questo mondo. È Gesù la “luce delle genti”.